COMPLICANZE DEL COMPLESSO STOMALE

Quali sono e come riconoscerle?

Le complicanze del complesso stomale possono insorgere ed interessare sia l’area cutanea in prossimità dello stoma ma anche quella relativa alla giunzione muco-cutanea o all’area peristomale, rendendo complessa la gestione dell’intera area.

Generalmente è molto difficile calcolare o reperire dati certi circa l’incidenza o la pervasività delle complicanze, soprattutto in Italia, Paese in cui è presente una vastissima variabilità territoriale, e l’assistenza fornita ai pazienti stomizzati è diversificata da regione a regione, non risultando omogenea (Denti et al, 2020). E, nonostante i molteplici e sofisticati progressi delle tecniche chirurgiche, oltre che dei prodotti per la cura della stomia negli ultimi decenni, le complicanze stomali rimangono uno dei problemi più persistenti.

Tuttavia, se si guarda alla letteratura di riferimento internazionale, sono molteplici gli studi che riportano tassi di incidenza per ogni tipo di complicazione stomale, con incidenze comprese tra il 3% e l’82% (Salvadalena, 2013; Ambe et al, 2018; Malik et al, 2018).

 

Generalmente, le tipologie di complicanze stomali possono essere classificate in due macro-gruppi: complicanze precoci (con un’insorgenza nei primi 30 giorni post confezionamento della stomia) o tardive (con un’insorgenza successiva al primo mese post-intervento chirurgico). E la loro insorgenza può essere, talvolta, favorita dalla presenza di alcuni fattori di rischio come ad esempio l’obesità, il diabete e l’età (De Raet et al, 2008).

Entrando nel merito della prima categoria, le complicanze stomali “precoci” si suddividono, a loro volta, nelle seguenti tipologie: edema della stomia, emorragia/sanguinamento, necrosi/ischemia, distacco della giunzione muco-cutanea, retrazione, ascesso parastomale, complicanze cutanee (Carmel et al, 2016, Pine and Stevenson, 2014).

L ‘edema in una stomia, è caratterizzato da un aumento del liquido interstiziale dello stoma che può talvolta chiudere il lume stomale.

L’emorragia o sanguinamento della stomia si manifesta con una perdita di sangue, di diversa entità, proveniente dalla zona peristomale o dallo stoma stesso.

L’ischemia o la successiva necrosi si verificano in seguito ad un insufficiente apporto di sangue arterioso alla stomia e rappresenta una delle complicanze precoci più gravi (Kahn,2008).

Per distacco della giunzione muco-cutanea si intende invece la separazione della cute peristomale dall’ansa intestinale che costituisce lo stoma.

La retrazione invece rappresenta un sotto livellamento della stomia (che può essere sia parziale sia totale) al di sotto del piano cutaneo, che non garantisce un’adeguata apparecchiatura e favorisce quindi l’infiltrazione di effluenti sotto il dispositivo di raccolta applicato (O’Flynn,2018).

L’ascesso è una raccolta localizzata di materiale purulento in una cavità neoformata risultante dalla colliquazione dei tessuti circostanti (Carmel et al, 2016).

Le complicanze cutanee possono essere di differente origine, quali ad esempio dermatiti da contatto, provocate da infezioni batteriche, funghi, oppure da lesioni meccaniche o chimiche (Maglio et al, 2021).

Quando parliamo invece di complicanze stomali tardive, possiamo suddividerle in prolasso, stenosi, ernia e fistola (Shabbir and Britton, 2010).

Il prolasso di una stomia è la protrusione eccessiva dell’ansa stomale sul piano cutaneo addominale (O’ Flynn, 2018).

La stenosi invece si ha quando vi è un restringimento del lume stomale, tale da ostacolare la fuoriuscita degli effluenti (Husain et al, 2008).

L’ernia rappresenta la dislocazione dell’ansa stomale per cedimento della parete addominale, mentre le fistole stomali sono definite come una comunicazione anomala tra lo stoma e il tessuto circostante (Carmel et al, 2016).

A tal proposito, risulta quindi di fondamentale importanza l’intervento educativo e formativo effettuato dallo specialista alla persona stomizzata, così da educarla ad individuare immediatamente eventuali variazioni a livello peristomale e stomale, coinvolgendo tempestivamente il medico di riferimento e l’infermiere stomaterapista per permettergli di occuparsi della gestione clinica della complicanza insorta.

 

 

Bibliografia

Ambe PC, Kurz NR, Nitschke C, Oden SF, Moslein G, Zirngibil H (2018): Intestinal ostomy. Dtsch Arztebl Int. 2018; 115 (11): 182-187. https://doi.org/10.3238/arztebl.2018.0182

Carmel JE, Colwell JC, Goldberg MT (2016). Ostomy management, Philadelphia (PA); Wolters Kluwer

Denti FC, Maglio A; Brambilla D, Scaduto V. (2020). Complication in colostomy patients: analysis and assessment of risk factors. Gastroitestinal Nursing. (2020). 18(9), 12-16

De Raet J, Delvaux G, Haentjens P, Van Nieuwenhove Y (2008). Waist circumference is an independent risk factor for the development of parastomal hernia after permanent colostomy. Dis Colon Rectum; 51(12):1806-9

Husain SG, Cataldo TE (2008). Late Stomal Complications ì. Clin Colon Rectal Surg; 21(1): 31-40

Kahn BR (2008); Early stomal complications. Clin Colon Rectal Surg; 21:23-30

Malik TAM, Lee MJ, Harikrishnan AB. (2018). The incidence of stoma related morbidity – a systematic review of randomised controlled trials. Ann R Coll Surg Engl. 100(7):501– 508. https://doi.org/10.1308/rcsann.2018.0126

Maglio A, Malvone AP, Scaduto V, Brambilla D, Denti FC (2021) The frequency of early stomal, peristomal and skin complications. Br J Nurs, 30(22): 1272-1276

O’Flynn SK. (2018) Care of the stoma: complications and treatments. Br J Community Nurs. 23(8): 382-387

Pine J, Stevenson L. Ileostomy and colostomy (2014). Surgery; 32(4);212-217 https://doi.org/10.1016/j.mpsur.2014.01.007

Salvadalena GD (2013) the incidenze of stoma and peristomal complications during the first 3 months after ostomy creation Journal of Wound Ostomy and Continence Nursing 40(4), 400-406

Shabbir J, Britton DC. Stoma complications: a literature overview. (2010). Colorectal Dis; 12(10): 958-964

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