Dal diario di una stomaterapista al tempo del Covid19

Siamo in piena emergenza, il mondo si ferma.

Il personale sanitario non può fermarsi. Una delle tante mattine mi recai al lavoro, salii in macchina, attraversai strade deserte, non incontrai anima viva. Osservai il cielo cupo, carico di nubi scure. Ascoltai la musica, che ti distrae e allontana brutti pensieri.

Tutto inizia in maniera fulminea, inaspettata. L’ospedale si stravolge, si traslocano i reparti, si riorganizzano in tempo reale nuovi reparti Covid-19, si adottano nuove procedure, tutto cambia in maniera repentina.

Iniziano ad arrivare le richieste per le prime consulenze per persone stomizzate affette da Covid-19. Mi reco in un reparto per una consulenza.

Indosso i dispositivi di protezione e, durante la vestizione che ti rende uguale e irriconoscibile agli occhi del paziente, penso con molta preoccupazione di prestare attenzione per evitare possibili contagi.

Mai e poi mai vorrei essere un veicolo d’infezione per gli altri, pensiero costante nel mio quotidiano.

Arrivata in camera della paziente, che conosco molto bene, sono emozionata nel vederla. A stento faccio fatica trattenere le lacrime. Vederla così trasformata, con il casco della CPAP (per la respirazione assistita), con tutte quelle infusioni collegata ai monitor. Lei inizialmente non mi riconosce. L’infermiera con un tono di voce alto le annuncia che è arrivata la stomaterapista per la sua stomia. Mi guarda, urla il mio nome e scoppia a piangere, riconosce un volto noto. Amichevolmente l’accarezzo, non riesco a vederla, le lacrime mi appannano gli occhiali. L’emozione ormai è incontenibile. Lei comincia a martellare di domande sul suo stato di salute, la rassicuro. Mi chiede se ho sentito i suoi familiari, la tranquillizzo dicendole che stanno bene e che sono tutti a casa in quarantena. Lei, con infinita emozione, mi chiede di rassicurarli e mi chiede di non dire che lei è sotto respirazione assistita, non vuole che siano in apprensione per lei. Prometto che subito dopo avrei chiamato la figlia, mantenendo il nostro segreto. Nei giorni a seguire lo stato di salute andava migliorando. Oggi lei è a casa con la sua famiglia. Questa è una delle tante esperienze umanamente forte che concretizza come non mai quanto lo stomaterapista sia un grande punto di riferimento per il paziente e i suoi familiari, non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista umano.

Oggi è importante ridare centralità all’essere umano. Non si può cambiare quello che è stato, ma si può cambiare il finale di questa storia di vita. Avere una nuova consapevolezza, apprezzare le piccole e semplici cose nella vita di tutti i giorni. Adattarsi alle nuove regole di vita mantenendo il distanziamento sociale, ma non allontanando i sentimenti e valori che sono il bello della vita.

Tutti pensano a cambiare il mondo ma nessuno pensa a cambiare sé stesso. 

Lev Tolstoj

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