DERIVAZIONI URINARIE:

cosa sono e come si classificano?

Con il termine “derivazione urinaria” ci si riferisce ad una tipologia di intervento chirurgico che permette la creazione di un percorso alternativo al normale flusso urinario. Generalmente, per eseguire l’intervento (in particolare nelle derivazioni definitive), vengono interposti tra il tratto urinario e l’addome segmenti di ansa intestinale ma, in alcuni casi, potrebbe esserci anche una comunicazione diretta tra il tratto urinario e la cute esterna.

La necessità di confezionare una derivazione urinaria (o urostomia), può presentarsi a causa di tumori del tratto urinario inferiore o gravi anomalie funzionali anatomiche della vescica. Inoltre, anche la tipologia di derivazione urinaria confezionata dipende da molteplici fattori tra cui l’età del paziente, le comorbidità associate, lo stato di continenza, la funzione renale e l’esperienza stessa del chirurgo.

Le possibili soluzioni per gestire la funzionalità dell’apparato urinario si suddividono in due classi principali:

  1. derivazioni urinarie incontinenti: necessitano di una sacca di raccolta, in quanto l’urina fuoriesce in maniera involontaria non essendo controllata da sfinteri;
  2. derivazioni urinarie continenti: sfruttano uno sfintere naturale o costruito chirurgicamente per la continenza.

Le derivazioni urinarie incontinenti possono suddividersi in:

  • temporanee: restano in sede fino alla risoluzione del problema che ha portato al confezionamento di tale derivazione (nefrostomia e cistotomia);
  • definitive: restano per tutta la vita (l’ureterocutaneostomia e l’ureteroileocutaneostomia).

Le derivazioni urinarie continenti si possono suddividere in:

  • interne: sfruttano un meccanismo di continenza interno cioè uno sfintere naturale che può essere l’ano o lo sfintere uretrale;
  • esterne: sfruttano come meccanismo di continenza un’anastomosi esterna alla cute perineale o addominale.

Prendiamo ora in considerazione le derivazioni urinarie incontinenti e, per ciascuna di queste derivazioni, ne specifichiamo le tipologie.

  1. Derivazioni urinarie incontinenti temporanee

Nefrostomia: è un sistema di derivazione esterna che consiste nella puntura delle cavità renali attraverso la cute della zona lombare, sotto controllo ecografico e/o radiologico, per mezzo di un catetere, allo scopo di realizzare una comunicazione tra le cavità renali e la superficie corporea. In situazioni palliative può essere considerata anche una derivazione definitiva.

Cistostomia: è un sistema di derivazione esterna che si realizza direttamente a livello della vescica, tramite il posizionamento di un catetere vescicale fatto passare attraverso la parete addominale.

  1. Derivazioni urinarie incontinenti definitive

Ureterocutaneostomia: è una derivazione che prevede una connessione diretta degli ureteri alla cute addominale monolateralmente o bilateralmente rispetto alla parete addominale. Per il rischio di chiusura (stenosi) dell’uretere, sulla cute vengono posizionati dei cateterini ureterali che restano in sede e vengono periodicamente sostituiti. Per contenere la fuoriuscita delle urine viene applicato un sistema di raccolta che potrà essere doppio se l’anastomosi degli ureteri sulla cute sarà bilaterale.

Ureteroileocutaneostomia: consiste nell’interposizione di un segmento ileale tra gli ureteri e la cute, che funge da condotto per l’urina. Viene isolato chirurgicamente un adeguato segmento ileale, che misura circa 20 cm, nella cui parte prossimale sono anastomizzati gli ureteri. La parte distale dell’ansa invece è abboccata alla parete addominale a formare la stomia. Alla stomia viene applicato un sistema di raccolta per contenere la fuoriuscita delle urine.

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