FAQ STOMIA: LE RISPOSTE AI DUBBI PIÙ FREQUENTI

Alimentazione, sport, relazioni sociali e ritorno alla quotidianità.

Sappiamo bene quanto le persone portatrici di stomia abbiano un grande bisogno di informazioni (R.C.N, 2002). Infatti, ancora prima dell’intervento, i pazienti manifestano questa necessità, ponendo moltissime domande sulla stomia (Carmel et al, 2016). Una buona informazione, meglio ancora se iniziata già in fase preoperatoria, serve a tenere sotto controllo l’ansia e le preoccupazioni nelle persone stomizzate e può incidere, grazie alla consapevolezza da parte dello stomizzato, sulla riduzione dei rischi e sull’insorgenza delle complicanze (Goldberg et al, 2010). Comunque, a prescindere dal tipo di informazione fornita, restano sempre molti interrogativi. In particolare, molte domande riguardano l’impatto della stomia sullo stile di vita e sulle relazioni sociali (famiglia, lavoro ecc.) (Porrett et al, 2006).

Altre domande riguardano anche l’alimentazione. Gli stomizzati chiedono spesso consigli alimentari, soprattutto per evitare cibi dannosi che producano un cambiamento nella consistenza delle feci o provochino meteorismo e sgradevoli odori. Le risposte vanno anche personalizzate in relazione alle caratteristiche della singola persona, tenendo ben presente il tipo di intervento, le altre eventuali malattie e qualsiasi ulteriore elemento significativo. È tuttavia possibile dare, entro certi limiti, dei consigli generali ai quali prestare attenzione, in particolare nel campo di una buona e corretta alimentazione:

  • masticare bene e a lungo il cibo;
  • consumare i pasti ad orari regolari e frazionarli durante l’arco della giornata per non appesantire la digestione;
  • preferire cotture semplici (cotture alla griglia, al forno, al vapore o lesse);
  • introdurre un alimento nuovo alla volta;
  • bere almeno 1,5 / 2 litri di acqua al giorno (se non controindicato), lontano dai pasti;

Bisogna inoltre ricordare che ci sono alimenti che possono “creare massa”, altri che possono accelerare o rallentare il transito intestinale e che alcuni alimenti, possono produrre più odori sgradevoli di altri. Tra i principali alimenti che possono creare massa troviamo gli alimenti integrali, la verdura e la frutta. Invece, per quanto riguarda il transito intestinale, possiamo annoverare, tra gli alimenti che ne provocano un’accelerazione, brodi, caffè, tisane, dolci, legumi, fritti, grassi cotti, bevande gassate e alcolici. I vini e gli spumanti, alcune spezie e latte e latticini; mentre tra quelli che lo rallentano, figurano il pane, la pasta, il riso, la carne bianca, il pesce lesso e le patate. Tra i cibi più comuni che creano odori e gas troviamo la pasta e il riso poco cotti, i fritti e i grassi cotti, la carne affumicata, i formaggi fermentati, i legumi, i molluschi e i crostacei, la cipolla, gli asparagi, le castagne, i fagioli, i ceci, i funghi, alcuni tipi di spezie e le bevande gassate. (Carmel et al, 2016).

La possibilità di continuare a svolgere attività sportiva è un altro argomento che genera parecchie domande. Nel periodo che precede l’intervento, qualora possibile e compatibilmente con le condizioni generali di salute, è buona norma svolgere un’adeguata attività fisica per acquisire e/o migliorare la tonicità muscolare, al fine di favorire la successiva riabilitazione. Nell’immediato postoperatorio generalmente non è consigliata un’attività fisica significativa e deve essere evitato il sollevamento dei pesi. Tuttavia, è consigliata un’attività fisica leggera, ricorrendo a passeggiate. Un’attività di questo tipo può supportare la persona stomizzata, permettendole di riacquistare il prima possibile la sua autonomia. Inoltre, un’attività fisica moderata e coordinata dallo stomaterapista, iniziata già nell’immediato post-operatorio, aiuta a:

  1. ritrovare la fiducia in sé stessi;
  2. ritrovare la coordinazione e l’equilibrio;
  3. rafforzare e tonificare i muscoli;
  4. ridurre i rischi di sviluppare un’ernia parastomale;
  5. controllare il peso.

Con il passare del tempo, dopo un’attenta valutazione e sempre in accordo con lo stomaterapista e il chirurgo, sarà possibile svolgere attività fisica e dedicarsi a sport più impegnativi. Lo stomaterapista, oltre a monitorare la situazione, potrà fornire, ove necessario anche una serie di accessori o di presidi stomali adatti allo svolgimento in tranquillità di particolari attività fisico-sportive.

Non poche domande riguardano l’abbigliamento consigliato. Di solito è auspicabile che gli stomizzati indossino intimi comodi e vestiti larghi, per non evidenziare la presenza della sacca stomale. Non esistono però, in linea generale, motivi particolari per i quali non si possano indossare capi anche più attillati. Tuttavia, è da tenere sempre presente che le cinture o altri accessori stretti e/o rigidi non devono comprimere lo stoma (“passandogli sopra”), per evitare il rischio di lesioni. Inoltre, c’è da tenere presente che, negli ultimi anni, l’industria ha incrementato la produzione di articoli di vestiario studiati specificatamente per le persone stomizzate (Porrett et al, 2006).

Anche la necessità di doversi sottoporre a uno o più cicli di terapia oncologica genera numerose domande. Oltre ai più comuni possibili effetti collaterali associati alla terapia oncologica, la persona stomizzata rischia complicanze relative alla cute peristomale. In particolare, sono molte e fragili le zone con pliche cutanee (Faithfull, 2001). Le persone stomizzate dovrebbero, qualora possibile, non utilizzare paste a base alcolica, ma sostituirle con paste non alcoliche o con anelli idrocolloidali (Porrett et al, 2006). Inoltre, è consigliabile che lo stomizzato si presenti alla seduta di terapia oncologica sempre con un presidio di scorta e con il sacchetto in uso vuoto.

Dato che altre domande possono insorgere, è sempre fondamentale un rapporto diretto con lo stomaterapista, ponendogli sempre ogni dubbio e perplessità. Solo in questo modo è possibile ricevere le risposte giuste e, se è il caso, personalizzate alla situazione specifica della singola persona.

 

Bibliografia

 

Carmel E.J., Cowell C.J., Goldberg M.T. (2016). Core Curriculum ostomy management. Wound ostomy and Continence Nurse Society. (Ed.) Wolters Kluwer. Philadelphia PA

Faithfull, S. (2001). Cancer Nursing Care in Context. Radiotherapy In: J. Corner & C. Bailey, eds 221-61

McGrath A., Fulham J. (2005). Understanding chemotherapy and radiotherapy for person with a stoma. In T. Porret & A. Mc Grath (Eds.), Stoma Care. Oxford, UK: Blackwell

Goldberg M., Aukett L.M., Carmell J., et al. (2010). Management of the patient with a fecal ostomy: Best Practice guidline for clinicians. Journal of Wound Ostomy and Continence Nursing 37(6), 596-598

Porrett T., McGrath A. La persona stomizzata assitenza e riabilitazione. The McGraw-Hill Companies, srl (publishing By Group Italia) Milan (2006)

Royal College of Nursing RCN (2002), RCN Standards of Care Colorectal and Stoma Care Nursing. RCN, London

Turnbull G. (2007) Ostomy care and radiation therapy. Ostomy Wound Management 53(11) 24-26

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