IL RUOLO DELL’EDUCAZIONE NELLA PERSONA CON STOMIA:

un passaggio fondamentale

La formazione e l’educazione di una persona con stomia sono oggi considerati aspetti indispensabili e imprescindibili nel percorso di cura. Una stomia, infatti, pone diverse sfide che, se ben conosciute e assimilate dal paziente, è possibile affrontare e superare (Carmel et al; 2021). Considerando tale importanza, formazione ed educazione del paziente dovrebbero iniziare già nella fase precedente all’intervento, e continuare successivamente, anche a distanza di tempo, grazie alle visite di follow-up.

Una buona informazione in fase preoperatoria permette di facilitare la conoscenza precoce delle principali e possibili problematiche del post-operatorio. In questo modo diventa possibile, rispondendo ad eventuali domande e dubbi, predisporre il paziente favorendo l’acquisizione degli apprendimenti successivi (Gustafsson et al, 2018). La formazione e l’educazione post-operatoria, invece, sono finalizzate a fornire al paziente gli elementi assolutamente necessari per il raggiungimento dell’autonomia e per la prevenzione, se possibile, dell’insorgenza delle complicanze (Carmel et al; 2021).

Inoltre, è fondamentale che il paziente riceva una buona preparazione e venga dimesso dall’ospedale con delle adeguate competenze manuali e di gestione del dispositivo stomale. La stessa formazione, nei casi in cui è possibile, andrebbe estesa al caregiver (Cheng et al, 2013). Il paziente e/o il caregiver (elencando in via esemplificativa) dovrebbero essere in grado almeno di:

  • comprendere quando occorre svuotare la sacca dal gas e dagli effluenti/urine;
  • essere in grado di svuotare il presidio;
  • capire come e quando sostituire il proprio dispositivo;
  • pulire in modo corretto la cute intorno alla stomia;
  • riconoscere in modo precoce i segni di un’eventuale complicanza (Carmel et al 2021; Villa et al 2021).

Raggiungere in modo soddisfacente queste competenze non è sempre facile, anche in considerazione della tendenza a ridurre la durata media dei periodi di ricovero post-operatorio (Burch et al, 2012). Per questa ragione, in tutti quei casi in cui paziente e/o caregiver si sentissero ancora insicuri, è assolutamente fondamentale la presenza di una rete assistenziale di supporto, che possa prendersi cura dello stomizzato e/o e assistere il caregiver, finché non avranno raggiunto almeno un adeguato grado di autonomia nella gestione del dispositivo.

Le esigenze di uno stomizzato tuttavia non si fermano alla pura e semplice gestione del dispositivo. Da qui il bisogno di un percorso più articolato, che permetta al paziente, e allo stomaterapista, di acquisire conoscenze aggiornate, specifiche e personalizzate e migliorare progressivamente e fin dove possibile la qualità di vita (Coca et al, 2105; Sun et al 2013). I pazienti, subito dopo la dimissione ospedaliera si trovano spesso di fronte a questioni, anche pratiche, che richiedono adeguati interventi informativi.

Molto ricorrenti sono, tra le tante, le richieste che vertono sui seguenti temi:

  • come vestirsi;
  • come lavarsi integralmente (bagno o doccia e come fare);
  • come regolarsi sul piano alimentare (soprattutto nel caso in cui il paziente svolga determinate attività o abbia un particolare stile di vita);
  • come gestire eventuali alterazioni nell’assorbimento dei farmaci;
  • come monitorare l’eventuale insorgenza di complicanze e cosa fare nel caso in cui si stiano manifestando;
  • come gestire la sessualità;
  • come eseguire, nel caso di pazienti colostomizzati, in autonomia l’eventuale irrigazione della stomia (qualora ci fosse la volontà o la necessità di farlo) (Carmen et al; 2021).

In conclusione, si può dire che la convivenza con una stomia richiede al paziente di affrontare molte sfide, in un percorso in cui può, tuttavia, essere preparato anticipatamente e sostenuto successivamente dallo stomaterapista. Infatti, è proprio compito dello stomaterapista proporre un percorso informativo e formativo, che possa aiutare il paziente nel superamento delle molte sfide quotidiane (dalle più piccole alle più grandi). Si tratta di un percorso che, partendo dalle più semplici nozioni di automedicazione e gestione pratica della stomia, ha come obiettivo finale il reale miglioramento della qualità della vita del paziente.

 

 

Riferimenti Bibliografici

Burch J, Slater R. Enhanced (2012). Recovery after surgery: benefits for the stoma care patient. Br J Nurs. 11;21(6): S16, S18-21. doi: 10.12968/bjon.2012.21.Sup6.S16.

Carmel E.J., Cowell C.J., Goldberg M.T. (2021). Core Curriculum ostomy management. Wound ostomy and Continence Nurse Society. 2nd Edition (Ed.) Wolters Kluwer. Philadelphia PA

Cheng F, Meng AF, Yang LF, Zhang YN. (2013). The correlation between ostomy knowledge and self-care ability with psychosocial adjustment in Chinese patients with a permanent colostomy: a descriptive study . Ostomy Wound Manage. 59(7):35-8.

Coca C, Fernández de Larrinoa I, Serrano R, García-Llana H. (2015). The impact of specialty practice nursing care on health-related quality of life in persons with ostomies. J Wound Ostomy Continence Nurs. 42(3):257-63. doi: 10.1097/WON.0000000000000126.

Sun V, Grant M, McMullen CK, Altschuler A, Mohler MJ, Hornbrook MC, Herrinton LJ, Baldwin CM, Krouse RS (2013). Surviving colorectal cancer: long-term, persistent ostomy-specific concerns and adaptations. J Wound Ostomy Continence Nurs.;40(1):61-72. doi: 10.1097/WON.0b013e3182750143. PMID: 23222968;

Villa G, Crafa A, Denti F, Grilli M, Passafiume S, Sarritzu G, Spena PR, Maculotti D (2021). SACS Evolution: a peristomal health tool for the prevention of peristomal skin disorders. Minerva Surg. Oct;76(5):423-428. doi: 10.23736/S2724-5691.21.09171-1.

Gustafsson UO, Scott MJ, Hubner M, Nygren J, Demartines N, Francis N, Rockall TA, Young-Fadok TM, Hill AG, Soop M, de Boer HD, Urman RD, Chang GJ, Fichera A, Kessler H, Grass F, Whang EE, Fawcett WJ, Carli F, Lobo DN, Rollins KE, Balfour A, Baldini G, Riedel B, Ljungqvist O. (2018). Guidelines for Perioperative Care in Elective Colorectal Surgery: Enhanced Recovery After Surgery (ERAS®) Society Recommendations: World J Surg. 2019 43(3):659-695. doi: 10.1007/s00268-018-4844-y.

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