L’importanza dell’igiene nelle persone stomizzate: le raccomandazioni

Le regole da seguire per una corretta igiene al cambio del presidio

L’emergenza COVID ha riportato all’attenzione della pubblica opinione l’importanza di alcune pratiche che dovrebbero già essere di uso comune. Prima del periodo emergenziale probabilmente si è data poca attenzione o non quella dovuta ad alcuni aspetti, ad esempio legati all’igiene personale e anche al lavaggio delle mani, non sempre ritenuta indispensabile.

In realtà, per ridurre il rischio di infezioni basterebbe mettere in pratica quanto già esistente e previsto da linee guida accreditate, lavorando di più e meglio sulla motivazione e sulla consapevolezza (di pazienti, familiari, visitatori, professionisti, operatori sanitari e non sanitari) e quindi anche su formazione/informazione, dei rischi evitabili. Per le persone stomizzate e incontinenti l’igiene è di fondamentale importanza. Secondo studi recenti meno della metà delle persone svolge correttamente il lavaggio mani e la stessa percentuale non reputa questa pratica prioritaria. Per chi cambia il presidio almeno una volta al giorno è bene seguire alcune chiare e semplici raccomandazioni. Innanzitutto, quando si cambia un presidio bisogna assicurarsi di avere già pronto tutto l’occorrente: nuovo presidio, sapone neutro, un panno o una garza per rimuovere i residui, un sacchetto per rifiuti, gli accessori che eventualmente si utilizzano, una soluzione alcolica. Meglio utilizzare acqua tiepida ma, se si è fuori casa e si presentasse un’emergenza, è possibile usare una bottiglietta d’acqua. Prima di questa operazione, ma soprattutto dopo, è obbligatorio lavarsi le mani con acqua e sapone impiegando non meno di quaranta secondi. Se non si dispone di acqua può essere utilizzata una soluzione alcolica. Inoltre, esistono ulteriori attenzioni che possono aiutare ad evitare problemi più seri: una di queste è, per esempio, prendere l’abitudine di lavare la propria biancheria separatamente dagli altri componenti della famiglia o conviventi. Non è raro, infatti, che lo svotamento della sacca o il cambio del presidio possano talvolta lasciare residui sugli ambiti, soprattutto l’intimo.

Sono pochi gesti che possono cambiare la vita. Infatti, i germi patogeni che si annidano sulla nostra pelle possono essere responsabili di molte malattie, dalle più frequenti e meno gravi, come l’influenza e il raffreddore, a quelle più severe come le infezioni correlate all’assistenza (ICA). La prevenzione e il controllo delle ICA rappresentano degli interventi irrinunciabili per ridurre l’impatto di queste infezioni e più in generale per ridurre la diffusione dei microrganismi antibiotico-resistenti. In Italia, si stimano duecentomila infezioni ospedaliere con diecimila decessi ogni anno causate da infezioni da batteri resistenti o multi-resistenti agli antibiotici, con una perdita di anni vita che è la più alta d’Europa[1].

In questo contesto l’informazione rappresenta un elemento cardine nella prevenzione e conoscenza dei temi legati all’igiene. Informare è la prima forma di coinvolgimento della persona nel proprio percorso di cura e gestione di una condizione, promuove e accresce la consapevolezza di eventuali rischi e stimola corrette azioni da intraprendere e comportamenti da adottare per prevenirli.  L’informazione deve essere chiara e facilmente fruibile ed essere accompagnata in tutto il percorso di cura, dal primo ingresso all’interno della struttura, al momento dell’accoglienza, attraverso i professionisti in occasione di una visita, di un esame, di un intervento, fino al momento delle dimissioni e una volta a casa. Il paziente, in questo percorso, ha un ruolo attivo. In un percorso ideale la fase delle dimissioni è quella più delicata e merita un’attenzione particolare, per questo sarebbe utile lasciare alla persona/caregiver un piccolo vademecum sull’importanza dell’igiene personale e dei rischi correlati. Questo passa anche attraverso un’adeguata formazione a tutti i professionisti, ai medici, agli infermieri, agli stomaterapisti, ma anche ai caregiver che hanno un ruolo fondamentale nell’assistenza.

[1] OECD: Antimicrobial Resistance: Tackling the Burden in the European Union

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