STOMIA E QUALITÀ DI VITA:

Quali aspetti considerare per migliorarla?

Si stima che oggi, in Italia, vivano circa 75.000 persone stomizzate. Il confezionamento di una stomia rappresenta un evento importante che può portare a una riduzione della qualità della vita. Per evitare che questo avvenga, sono indispensabili diversi fattori: una stomia ben confezionata, un’adeguata formazione del paziente, un’attenta cura della stomia e dei follow-up regolari (Ambe et al, 2018).

Individuare il corretto posizionamento della stomia è sicuramente un elemento che costituisce il primo passo verso il processo di riabilitazione del paziente stomizzato. Infatti, è proprio da qui che inizia il percorso di riabilitazione del paziente, cominciando dalla valutazione delle conoscenze pregresse, della conformazione fisica e dei bisogni di ogni singola persona (Gulbiniene et al 2004). Per questi motivi, il disegno preoperatorio, che dovrebbe essere sempre eseguito sul paziente con particolare attenzione, è un momento cruciale per ridurre il tasso di complicazioni postoperatorie e garantire alla persona una eccellente qualità di vita a seguito dell’operazione, preservandone l’autonomia e l’indipendenza (Person et al 2012).

 

A causa della tendenza di ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri, non pochi pazienti vengono dimessi prima che abbiano acquisito tutte le conoscenze e le tecniche necessarie per gestire correttamente la propria stomia. Per questo motivo, uno dei principali obiettivi dello Stomaterapista, già prima dell’intervento chirurgico, è lo sviluppo di un piano di assistenza individualizzato e concordato, finalizzato a garantire al paziente, oltre che una migliore qualità di vita, un ottimale reinserimento nella società (Villa et al 2017). Infatti, è importante che al paziente vengano anzitutto fornite una serie di informazioni in merito a come lo stoma possa influenzare le sue relazioni e le sue attività quotidiane. Già dall’immediato post-operatorio e per tutto il periodo del ricovero, al paziente e all’eventuale caregiver, devono inoltre essere offerte conoscenze pratiche sulla gestione autonoma della stomia e del presidio (Forsmo et al, 2016). Naturalmente, queste attività non cancellano la fondamentale importanza di un buon disegno preoperatorio, da cui dipende la possibilità di facilitare la gestione della stomia e di ridurre l’insorgenza delle complicanze (Roveron et al, 2016).

 

Purtroppo, l’insorgenza di complicanze, che può arrivare fino all’82%, (Denti et al, 2020; Maglio et al 2021), può ulteriormente ridurre la qualità di vita dello stomizzato (Maydick-Youngberg et al 2017; Vonk-Klaassen et al, 2016), impattando sul benessere fisico-psicologico della persona e sulle sue capacità relazionali, sociali e lavorative, causando problemi di diversa natura e grado. La gamma dei problemi può andare da quelli squisitamente gestionali (per esempio: il possibile distacco del presidio, le infiltrazioni al di sotto di esso, causa di fastidiosi e imbarazzanti odori e rumori) fino ad arrivare a quelli di carattere più complesso (per esempio, relazionali e sessuali). Si tratta, comunque, di problemi che vanno attentamente affrontati, anche per evitare possibili e spiacevoli forme di depressione nei pazienti (Villa et al 2017; Vonk-Klaassen et al, 2016).

In conclusione, la gestione ottimale della stomia da parte del paziente e una corretta assistenza svolta da uno stomaterapista (già dalla fase preoperatoria fino al periodico e cadenzato follow-up successivo alla dimissione) favorisce l’accettazione della stomia, riduce le complicanze e migliora la qualità della vita delle persone portatrici di stomia.

 

Bibliografia

Ambe PC, Kurz NR, Nitschke C, Odeh SF, Möslein G, Zirngibl H. Intestinal Ostomy. Dtsch Arztebl Int. 2018 Mar 16;115(11):182-187. doi: 10.3238/arztebl.2018.0182.

Denti FC, Maglio A; Brambilla D, Scaduto V. (2020). Complication in colostomy patients: analysis and assessment of risk factors. Gastroitestinal Nursing. (2020). 18(9), 12-16.

Forsmo HM, Pfeffer F, Rasdal A, Sintonen H, Körner H, Erichsen C. Pre- and postoperative stoma education and guidance within an enhanced recovery after surgery (ERAS) programme reduces length of hospital stay in colorectal surgery. Int J Surg. 2016 Dec;36(Pt A):121-126. doi: 10.1016/j.ijsu.2016.10.031.

Gulbiniene J, Markelis R, Tamelis A, Saladzinskas Z. 2004. The impact of preoperative stoma siting and stoma care education on patient’s quality of life. Medicina (Kaunas). 40(11):1045-53.

Maglio A, Malvone AP, Scaduto V, Brambilla D, Denti FC. The frequency of early stomal, peristomal and skin complications. Br J Nurs. 2021 Dec 9;30(22):1272-1276. doi: 10.12968/bjon.2021.30.22.1272.

Maydick-Youngberg D. A (2017) Descriptive Study to Explore the Effect of Peristomal Skin Complications on Quality of Life of Adults With a Permanent Ostomy. Ostomy Wound Manage. 63(5):10-23.

Person B, Ifargan R, Lachter J, Duek SD, Kluger Y, Assalia A. (2012) The impact of preoperative stoma site marking on the incidence of complications, quality of life, and patient’s independence. Dis Colon Rectum. 55(7):783-7. doi: 10.1097/DCR.0b013e31825763f0.

Roveron G, De Toma G, Barbierato M. Italian Society of Surgery and Association of Stoma Care Nurses Joint Position Statement on Preoperative Stoma Siting. J Wound Ostomy Continence Nurs. 2016 Mar-Apr;43(2):165-9. doi: 10.1097/WON.0000000000000204.

Villa G, Manara DF, Brancato T, Rocco G, Stievano A, Vellone E, Alvaro R. Life with a urostomy: A phenomenological study. Appl Nurs Res. 2018 Feb; 39:46-52. doi: 10.1016/j.apnr.2017.10.005.

Vonk-Klaassen SM, de Vocht HM, den Ouden ME, Eddes EH, Schuurmans MJ. Ostomy-related problems and their impact on quality of life of colorectal cancer ostomates: a systematic review. Qual Life Res. 2016 Jan;25(1):125-33. doi: 10.1007/s11136-015-1050-3.

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