UROSTOMIA IN PILLOLE

Che cos’è una urostomia: informazioni generali e aspetti clinici

Con il termine “urostomia” si intende l’esito di un intervento chirurgico che prevede l’abboccamento degli ureteri, o direttamente alla cute (clinicamente denominata: U.C.S. – Ureterocutaneostomia) o mediante l’interposizione degli stessi con un tratto di intestino, quasi sempre l’ileo perché chirurgicamente più facile da gestire (clinicamente denominata: U.I.C.S. – Ureteroileocutaneostomia). Il chirurgo, con riferimento al quadro clinico, decide quale tipo di derivazione urinaria adottare, scelta che, solitamente, viene determinata dalle condizioni del paziente e dalla sua qualità di vita.

L’U.C.S. può essere sia monolaterale, se entrambi gli ureteri vengono abboccati direttamente ad un unico lato della parete addominale, che bilaterale, se gli ureteri vengono fissati sulla parete addominale creando due stomie separate, una a destra e una a sinistra dell’addome. Questo tipo di stomia prevede sempre la presenza al suo interno di un cateterino (“stent”) che incanala l’uretere per prevenirne la chiusura. Gli “stent” vengono sostituiti periodicamente in base alla tipologia e alle caratteristiche del materiale di cui sono costituiti.

L’U.I.C.S è posizionato quasi sempre a destra,  si tratta quindi di un’unica stomia che non prevede al suo interno la presenza di cateterini, se non in una fase di immediato postoperatorio, e che pertanto non necessita di un  riposizionamento. L’interposizione di un tratto di intestino implica la presenza nell’urina di una sostanza chiamata “muco”. Prima dell’intervento chirurgico il “muco” era deputato a fluidificare il passaggio del contenuto enterico.  È bene che la persona urostomizzata sia a conoscenza del fatto che per questo motivo l’urina non sarà limpida, ma che ciò non costituisce un problema.

Alcuni urologi consigliano l’utilizzo di mirtillo rosso per diminuire la produzione di muco, oltre che per ridurre il rischio di infezione urinaria. Si consiglia, anche per questo, di favorire un introito di liquidi durante la giornata pari o superiore ad 1,5 litri di acqua, che aiuta anche a mantenere buona la funzionalità renale, rendendo l’urina meno concentrata e di conseguenza meno lesiva per la cute peristomale.

L’urostomia viene anche definita derivazione urinaria incontinente, per la necessità di utilizzare un dispositivo esterno per la raccolta delle urine (placca e sacca), in quanto la mancanza di sfinteri, sistemi fisiologici che permettono il controllo della fuoriuscita della stessa, comporta l’involontarietà della sua eliminazione. Il cambio del sistema di raccolta, che deve essere preceduto da una corretta igiene con acqua e sapone, deve essere eseguito seguendo accurate norme igieniche, ma non comporta l’utilizzo di materiale sterile. È fondamentale che il prodotto venga sostituito nei tempi indicati dal personale sanitario, che rimane un fondamentale punto di riferimento per la persona portatrice di stomia.

 

Bibliografia

 

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AIOSS (Associazione Tecnico-Scientifica di Stomaterapia e Riabilitazione del Pavimento Pelvico) “Percorso Clinico Integrato di Cura per la persona con stomia”., approvato da FNOPI, 2018

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